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IGIENE INTESTINALE

LA PREMESSA PER INTERPRETARE COME VA REALIZZATA L’IGIENE DELL’INTESTINO È CONOSCERE QUALE IMPORTANZA RIVESTE IL MICROBIOTA
(FLORA BATTERICA INTESTINALE)

L’alta incidenza delle malattie cardiovascolari nonché la mortalità per cancro potrebbero essere drasticamente ridotte se si applicassero i principi fondamentali della prevenzione, della “medicina del giorno prima”.

Di seguito si indicano i parametri di laboratorio che aiutano a valutare, in previsione, l’entità della difesa nei riguardi dei radicali liberi.

Poche se non pochissime sono le strutture ospedaliere e i laboratori di analisi che eseguono gli esami di seguito riportati.

È indispensabile che tali indicazioni inizino a fare parte della cultura del benessere che rappresenta il risultato delle ricerche scientifiche.

La funzione che l’apparato digerente svolge è paragonabile a quella che svolgono le radici delle piante: apportare i nutrienti al sistema.

L’intestino si divide in due sezioni: tenue e crasso detto anche piccolo e grosso intestino. Una volta che il cibo viene digerito dallo stomaco, esso viene raccolto dall’intestino tenue o piccolo intestino ove viene frullato per l’assorbimento dei nutrienti essenziali per poi passare nel grosso intestino o colon ove avviene in prevalenza l’assorbimento della parte acquosa o idrica del cibo. Al termine di questo percorso si forma il materiale di risulta che, come tale, viene espulso dall’ultimo tratto intestinale (sigma-retto-ano). L’equilibrio batterico o microbiota o flora batterica intestinale è una componente essenziale per il corretto funzionamento di tale meccanismo.

Il cibo introdotto nell’apparato digerente, scorre in un sistema perfettamente “sterile”.
Tale sterilità è dovuta per la colonizzazione di microrganismi “microbiota”, le cui funzioni sono molteplici e di vitale importanza:

  • protezione da agenti patogeni;
  • sviluppo del sistema immunitario;
  • produzione di vitamine;
  • digestione e assimilazione di nutrienti;
  • miglioramento dell’attività cerebrale;
  • protezione dal cancro dell’intestino.

La ripopolazione del microbiota avviene con:

I probiotici

sono colonie di batteri vivi che introduciamo con l’alimentazione o con prodotti farmacologicamente preparati. Sono essenziali per il corretto equilibrio del microbiota.

I prebiotici

sono le sostanze di cui i batteri si nutrono. Essi derivano da alcuni tipi di carboidrati, soprattutto fibre. Altro importante motivo che deve consigliare di consumare cibi integrali. La carenza di nutrimento al microbiota comporta una caduta delle sue funzioni che si ripercuotono, per ridotto apporto nutritivo, inevitabilmente e negativamente sulla struttura atomica dell’organismo.

L’equilibrio creato dall’ecosistema intestinale può essere interrotto per fenomeni: fermentativi e putrefattivi. Si parla in questo caso di disbiosi intestinale.

La disbiosi fermentativa

si verifica per un consumo prevalente di carboidrati raffinati e zuccheri semplici. La sede è l’intestino tenue. Le spie cliniche sono: l’aumento del volume addominale, la tensione addominale, dolore e crampi, gonfiore addominale, meteorismo e muco nelle feci: in sintesi l’insorgenza della sindrome del colon irritabile.

La disbiosi putrefattiva

coinvolge principalmente il colon. Si verifica per un consumo prevalente di alimenti di origine animale: la carne, i salumi, i formaggi, il burro, lo strutto e via dicendo.
Le spie cliniche sono: meteorismo, flatulenza maleodorante, alitosi.

Entrambe le disbiosi nonché le intolleranze alimentari che riconoscano tale genesi, sono dovute per un’alimentazione monotona e soprattutto per assenza o scarso consumo di fibre. Pertanto un eccessivo consumo di alimenti raffinati, maggior consumo di piatti pronti, precotti o addizionati di additivi, conservanti, coloranti, dolcificanti, da non trascurare la sedentarietà o di contro uno stile di vita troppo frenetico, sono da tenere in considerazione per evitare un deterioramento della nostra radice.

PER MANTENERE INTEGRO L’ECOSISTEMA INTESTINALE È NECESSARIO

  • CONSUMARE CIBI RICCHI IN FIBRE
  • CONOSCERE LE SPIE CLINICHE DI UN ECOSISTEMA IN SOFFERENZA
  • INTEGRARE OPPORTUNAMENTE IL MICROBIOTA CON PROBIOTICI E PREBIOTICI
  • PROCEDERE ALLA PULIZIA DELL’INTESTINO SECONDO LE NECESSITA’
  • PREVEDERE: Un ripopolamento del microbiota almeno per gg 15 a mesi alterni o intervenire subito ai primi segni di sofferenza

I prodotti da assumere sono i seguenti a seconda l’indicazione dovuta:

8 miliardi di microrganismi. Hanno il potenziale di modificare molti parametri fisiologici e metabolici come la maturazione del sistema immunitario, il rafforzamento della barriera intestinale, l’ottimizzazione della digestione, la produzione di neurotrasmettitori in grado di influenzare la salute psicologica, la degradazione di sostanze tossiche e l’esclusione di batteri patogeni per effetto della competizione. Modulazione attività cerebrale.

Per alleviare la sindrome dell’intestino irritabile;

  • 12 miliardi di batteri; ridurre l’insorgenza di diverse forme di diarrea;
  • contrastare la colonizzazione della mucosa;
  • gastrica da parte di patogeni quali l’Helicobacter pylori;
  • per ottimizzare le funzioni immunitarie naturali del corpo.

20 miliardi. Indicato nelle importanti infiammazione dell’intestino

Contiene 4 ceppi rinomati e potenti di Saccharomyces cerevisae , Bifidobacterium longum infantis e Lactobacillus acidophilus. Fermento per il colon e partecipare più vigorosamente alla colonizzazione del tratto intestinale inferiore (intestino crasso).

36 miliardi 20 ceppi sinergici. Contribuisce al normale metabolismo dell’organismo (in particolare attraverso la fermentazione di residui alimentari non digeribili);

  • partecipa allo sviluppo dell’individuo, e in particolare del cervello;
  • interviene nella protezione contro gli agenti patogeni;
  • lavora per mantenere l’integrità della barriera mucosa intestinale (5);
  • è fondamentale per la sintesi di alcune vitamine, in particolare la vitamina B12 e la vitamina K;
  • interagisce con il sistema immunitario della mucosa.

  • I flavonoidi modulano la produzione di acidi grassi a catena corta, fonti di energia per le cellule dell’intestino. contribuisce al normale metabolismo dell’organismo (in particolare attraverso la fermentazione di residui alimentari non digeribili);
  • partecipa allo sviluppo dell’individuo, e in particolare del cervello;
  • interviene nella protezione contro gli agenti patogeni;
  • lavora per mantenere l’integrità della barriera mucosa intestinale;
  • è fondamentale per la sintesi di alcune vitamine, in particolare la vitamina B12 e la vitamina K;
  • interagisce con il sistema immunitario della mucosa intestinale.

PER ARRICCHIRE IL MICROBIOTA INTESTINALE SI SUGGERISCE L’ASSUNZIONE DI ALOE VERA COME INDICATO

Aloe vera svolge attività antiossidante per la presenza vitamine antiossidanti e aminoacidi, come la cisteina.
Antibatterico: grazie alla presenza di sostanze specifiche, come raloina e l’acido aloetico.
Depura e disintossica il fegato Indicato nei casi di intestino pigro e problemi di stomaco.
Contribuisce a normalizzare la flora batterica intestinale, migliora l’attività del colon e regola il pH dello stomaco.
Assunzione ciclica bimensile di un misurino episodicamente prima dei pasti.

Tempi di somministrazione dei probiotici

DUE O TRE  GIORNI PRIMA DELLA PULIZIA DELL’INTESTINO LA DOSE E’: UNA COMPRESSA PRIMA DI OGNI PASTO

E PER TRE GIORNI SUCCESSIVI ASSUMERE LA  STESSA DOSE.

PER MANTENERE ECOLOGICO L’INTESTINO ASSUMERE ALMENO PER GIORNI 15 AL MESE UNA CP PRIMA DI COLAZIONE E PRIMA DI CENA

La Fame

La nostra vita, la nostra sopravvivenza, dipende dal cibo: il percettibile che si trasforma nel nostro organismo in impercettibile, cioè energia, evidenza del legame indissolubile tra noi e l’ambiente. Il sistema nervoso e quello ormonale sono coinvolti nella regolazione del senso della fame secondo un sistema a bilanciere, interessando oltre il sistema nervoso, in particolare la regione ipotalamica, ma anche lo stomaco per la produzione di grelina, neurormone che controlla il senso della fame e l’intestino. La comparsa del senso della fame è indice che l’organismo richiede energia. Quando l’organismo è metabolicamente in equilibrio, il senso della fame riflette tale esigenza con un consumo di cibo equilibrato. L’assunzione di cibi idonei rende efficiente la “macchina organica”. La conoscenza della composizione del cibo, assume notevole importanza perché è una guida per operare una sua scelta oculata, ma anche per essere   consumato nelle giuste proporzioni. Queste condizioni rappresentano la base per la gestione della nostra salute. Quando la sua gestione è inidonea per un consumo povero di nutrienti come i cibi raffinati o per un consumo ripetuto di cibi che comportano l’irritazione della mucosa dello stomaco o per un consumo eccessivo di alimenti che generano un surplus di radicali liberi, vedi prodotti animali e derivati, si ha un iniziale stato infiammatorio della mucosa dello stomaco, che si traduce nella sensazione di “vuoto allo stomaco” noto anche come languore. Questo stato richiede quanto prima che il ripristino di un consumo idoneo di cibo per evitare che la macchina umana possa iniziare a perdere colpi per una sofferenza della nostra materia, che sottende lo squilibrio della bilancia antiossidante, con ripercussioni negative sul nostro stato psico-fisico.